Più società fa bene allo Stato: energia costruttiva, efficacia operativa e vicinanza al bisogno

CORONAVIRUS: IDEE PER IL DOPO - Il punto di vista di Antonio Dionisio, presidente del Banco Alimentare Abruzzo e Molise

Antonio Dionisio Bcc Abruzzi E Molise
10 aprile 2020
La Mia Banca | 

Come ha affrontato e sta tutt’ora affrontando l’emergenza il mondo sociale abruzzese?

Il nostro punto di osservazione fa riferimento alle realtà convenzionate con il Banco Alimentare e che prevalentemente si occupano di aiuto alle persone indigenti: in Abruzzo e Molise sono 213, di cui 177 nella prima regione, 33 nella seconda e 3 in altre province. Dunque, una significativa fotografia del mondo del volontariato e di intervento sociale, fatto di mense per i poveri, associazioni di volontariato, parrocchie, Caritas e via dicendo. Questa fotografia ci dice che nei primi giorni di emergenza abbiamo avuto un calo del 30 per cento dei ritiri di alimenti da parte di queste realtà, principalmente per tre motivi: il normale impatto emotivo che ha generato comunque una sensazione di paura, il blocco delle attività non essenziali che ha inizialmente generato confusione e incertezza sulla possibilità o meno di operare, e l'età media elevata dei volontari in queste realtà caritative. Con il passare del tempo la situazione è totalmente cambiata: complice la crescita del numero di persone bisognose per via del lockdown, le associazioni sono tornate alle attività ordinarie e finanche straordinarie, incoraggiate anche da un’ordinanza ad hoc della Regione Abruzzo e alle iniziative che i vari comuni hanno messo in campo con i coc (centri operativi comunali). A tutto questo va aggiunto la crescente fiducia del mondo delle imprese che a più riprese ha donato alimenti alla nostra rete: davvero un bel segnale. In definitiva, da una titubanza iniziale la rete della carità ha ripreso fiducia ed è tornata protagonista in una fase tanto difficile, alleviando le sofferenze di tanti.

 

Quale domani immagina per questo settore?

Immagino un futuro in cui i decisori politici dovranno definitivamente scegliere se continuare a ritenere questo mondo residuale o piuttosto un vero attore sociale, a partire dal riconoscimento del valore che in questo periodo stanno avendo azioni di intervento come quelle sopra descritte, che parlano tra l’altro di un fortissimo coinvolgimento e legame con il territorio. Mi auguro quindi un domani in cui si riesca a dare più spazio all'energia costruttiva e di capacità di intrapresa che viene dal basso. Questa emergenza ha dimostrato che nell’ambito dell’intervento sociale c’è bisogno di più società e meno Stato: più protagonismo delle persone e delle comunità, e Stato che favorisca e sostenga senza sostituirsi.

 

Tre idee concrete per il dopo coronavirus.

In primo luogo, istituire o formalizzare la filiera del dono delle eccedenze alimentari come un aspetto strategico per le aziende della filiera agroalimentare nella lotta allo spreco e come riconoscimento del valore economico e sociale come esempio concreto di economia circolare. In secondo luogo, sarà interessante far entrare tutta la ricchezza tecnologica che in questi giorni abbiamo scoperto anche nel mondo del sociale, incoraggiando la creatività a ridurre le distanze e generare idee nuove di accompagnamento alla riduzione alla povertà. Infine, prevedere interventi di sostegno mirato a questo mondo, ancora più di quanto non si faccia timidamente ora, a partire ovviamente dalla verifica del valore reale che questo mondo genera in termini di intervento sociale.

 

Che ruolo possono avere le banche di credito cooperativo come la Bcc nel sostegno al terzo settore?

Come nella loro natura, le Bcc devono rimanere fisicamente accanto ai loro clienti e soci, perché più di altre banche conoscono il valore e le esigenze del territorio. In merito al terzo settore, che ha sempre faticato ad avere credito, potrebbero sostenerlo integrando i classici criteri di valutazione del merito creditizio con nuovi parametri. Direi, una sorta di "rating sociale" che vada a misurare l’impatto del valore che queste realtà generano. Un valore non sempre rintracciabile nei semplici bilanci.