Luigi Sorgini: un grande musicista atessano

Fine violinista, dopo anni trascorsi a New York tornò nella sua terra natia dove ora riposa. iil maestro rivive nell'intenso ricordo del nipote Luigi Profenna

Luigi Sorgini Bcc Abruzzi E Molise
10 dicembre 2016
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Luigi Sorgini è nato in Atessa nel 1869 ed i suoi genitori si chiamavano Gennaro, di Orsogna, uomo di alta statura, il più alto del paese, e Filomena, di Atessa, di piccola statura ma di forte carattere; la famiglia era composta anche da altri due figli Domenico, fratello maggiore, e Giacinta. Abitavano al termine di via Roma, sulla destra, scendendo da San Leucio verso la piazza centrale. Già da piccolo Luigi era attratto dalla musica tanto che nei primi anni delle elementari si allontanò dal paese percorrendo un tratto di strada fangoso perché seppe che vendevano un pianino; tornò a casa senza una scarpa che perse nel fango e per questo severamente rimproverato dalla mamma.

 

Luigi rimase orfano di padre in giovanissima età ma la energica madre seguì con impegno impeccabile i suoi tre figli, non aveva paura di nulla, se necessario si allontanava da sola con il calesse portando con sé un ombrellino che all’interno del manico conteneva un pugnale: erano tempi di briganti.

 

All’età di diciotto anni Luigi decise di andare in America, in Florida, per frequentare una scuola di violino; questa sua inamovibile decisione addolorò sua madre che lasciò il letto con le coperte ribaltate così come il figlio le aveva lasciate nell’alzarsi promettendo a se stessa che le avrebbe rimesse in ordine solo al suo ritorno. In America, il giovane Luigi frequentò con impegno la scuola, e si pagò gli studi lavorando da barbiere presso un grosso locale. Prese il diploma con successo, suonò il violino con abilità in vari locali fino ad entrare come violinista al Metropolitan di New York.

 

Passarono diciotto anni, era ormai un uomo benestante, quando la nostalgia per l’Italia e per Atessa gli fece prendere la decisione di rientrare definitivamente. Cercò subito una nuova casa che acquistò al cinquanta per cento con il fratello Domenico nell’antichissimo centro di Atessa, da un marchese napoletano, buon conoscente del padre e di lui stesso quando era giovinetto. La costruzione, poi ristrutturata, era in via Luigi Cinalli n. 3 tra l’antico convento delle clarisse, poi scuola elementare, e il palazzo dei baroni Ferri. La casa, bellissima e soleggiata, consisteva di quattro piani con quattordici camere e tre terrazzi; si entrava non lontano dal palazzo del municipio e si riusciva sulla strada di Sant’Antonio. Acquistò alcune terre nella contrada Pili che affidò ai coloni e si appassionò all’allevamento delle api, coltivò la passione per la fotografia eseguendone l’esecuzione e lo sviluppo in una camera oscura adibita all’uso. Il violino che suonava tutti i giorni e immancabilmente la sera prima di andare a dormire, era un autentico Stradivari che riponeva gelosamente nella custodia dove era conservato anche il diploma: non ha mai permesso ad altre mani di toccare questo suo prezioso strumento.

 

Luigi Sorgini aveva trentacinque anni quando, rientrato in Italia, ha organizzato la sua nuova vita ed ha deciso di sposarsi. In un suo viaggio a Monteferrante conobbe una ragazza di diciotto anni, Anna Di Lollo, figlia di due insegnanti elementari, Rosina e Francesco. La giovane ragazza, mentre in un primo momento rimase assai dubbiosa per la differenza di età, fu poi attratta dal fisico slanciato, dall’eleganza del vestirsi, dalla fodera del cappotto, dal modo di accendere la sigaretta. Presto si sposarono e la giovane entrò a vivere nell’ampia e bella casa di Atessa, dove già si erano trasferiti oltre lo sposo la madre di lui, Filomena, e suo fratello Domenico con la moglie Angiolina. La loro vita trascorreva con nonna Filomena, vera direttrice della casa, zio Domenico, uomo di grande bontà, che svolgeva l’attività di barbiere nel suo locale sito in piazza Municipio nell’angolo compreso tra il portone del palazzo Falcucci e la farmacia Falcucci. Sua moglie Angiolina, anche lei buonissima, era una fedele aiutante della suocera.

 

Il violinista Luigi partecipava a concerti anche fuori di Atessa pur restando il suo paese il favorito, sua moglie lo seguiva ovunque con abiti da sera, ed avevano un palco riservato al teatro comunale. Tanti furono i concerti ai quali collaborarono tre grandi musicisti: il maestro Di Iorio, la baronessa Teresa Ferri (chiamata anche Sisina) al pianoforte e Luigi Sorgini al violino. Luigi Sorgini e sua moglie Anna ebbero tre figli: Filomena, Erminia ed Eugenio.

 

Filomena diplomata insegnante ed ottima scrittrice sposò un giovane di nome Vittorio Profenna conosciuto a Chieti durante gli studi e insieme restarono in casa esercitando in Atessa la loro professione; Erminia sposò un giovane veneto e si sistemarono a Roma; Eugenio, laureatosi in Economia e Commercio sposò la sorella del marito di Erminia ed esercitò a Roma.

 

Quando nacque Luciana, la prima figlia di Vittorio Profenna e di Filomena Sorgini (i miei genitori) il nonno Luigi aveva cinquantotto anni e continuava a coltivare la sua grande passione musicale, il suo amore per la fotografia, le api e il suo piccolo cane, un volpino bianco di nome Lilli. Un anno dopo, a 59 anni, per un accidente vascolare cerebrale, il 7 dicembre del 1931, nonno Luigi morì. Restò in casa due giorni perché l’8 dicembre, festa dell’Immacolata non veniva svolta cerimonia funebre; nei due giorni di esposizione della salma Lilli restò appollaiato sul torace del suo grande amico e quando questi fu portato in chiesa si mise nella sua cuccia da dove non si mosse più e morì rifiutando per sempre il cibo.

 

Così si concluse la vita di Luigi Sorgini, uomo schivo, di poche parole, di poche cerimonie e di tanta sensibilità. Le sue spoglie mortali riposano per sempre nel cimitero di Atessa e la sua tomba è stata recentemente restaurata.

 

Luigi Profenna