Istituto Agrario di Scerni: terra giovane

La scuola diretta dal professor Livio Tosone rappresenta una vera eccellenza regionale, in un territorio da sempre in prima linea sul tema dell'innovazione

Istituto Agrario Ridolfi Scerni Bcc Abruzzi E Molise
10 dicembre 2015
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Una vera e propria eccellenza regionale. L'Istituto Tecnico Agrario "Cosimo Ridolfi" di Scerni da sempre forma i tecnici agricoli del futuro di Abruzzo, Molise e nord delle Puglie, che hanno la possibilità di studiare in una struttura che è molto di più di una semplice scuola: è una vera e propria azienda agricola dove si produce vino e olio in un podere di venti ettari, dove c'è anche un bosco e un laghetto. Il dirigente scolastico Livio Tosone ci presenta questa scuola: "La “Regia Scuola Pratica di Agricoltura” di Scerni fu istituita con decreto reale del 23 novembre 1879, con l'intento di incrementare lo sviluppo produttivo del comprensorio, attraverso la diffusione di nuove conoscenze agronomiche. Le strutture originarie comprendevano un convitto-scuola ed un'azienda agraria, concepita come incentivo concreto per il processo di ammodernamento della realtà circostante e costituita di un podere di circa trenta ettari, un deposito governativo di macchine agricole, un caseificio, un piccolo oleificio, una stalla con bestiame scelto, una stazione di monta taurina e suina, vari gabinetti scientifici e una biblioteca. Fu intestata a Cosimo Ridolfi, agronomo e uomo politico, uno dei protagonisti del Risorgimento. L'istituzione, che dal 1933 prese il nome di Scuola Tecnica Agraria, rilasciava il titolo di “Agente Agrario”.

 

Nel 1957, la scuola è stata trasformata nell’Istituto Tecnico Agrario Statale, con corso di studi quinquennale; da allora, generazioni di giovani hanno ottenuto un riscatto sociale grazie al titolo di “Perito Agrario”. Oggi - prosegue - il “Ridolfi” è un moderno istituto che svolge un significativo ruolo di promozione culturale e professionale per studenti provenienti da un vasto bacino di utenza e ospitati per la gran parte nell’annesso convitto che è in grado di ospitare centootto alunni".

 

L’istituto raccoglie una popolazione scolastica che proviene da un area che comprende Abruzzo, Molise, nord della Puglia, prevalentemente delle aree rurali interne. "La nostra - spiega il dirigente - è una scuola con una lunga storia che ha sempre cercato di interpretare i cambiamenti del mondo agricolo di riferimento. Una scuola che, operando in una provincia come quella di Chieti dove il peso della filiera del vino è a livello regionale preponderante, sia nella produzione sia nella trasformazione, non poteva non intrecciare il proprio percorso con questo settore. Possiamo contare oggi su strutture ed impianti di buon livello che ci permettono di partecipare alle selezioni nazionali delle scuole agrarie con importanti risultati, al punto che abbiamo in progetto di attivare un sesto anno per la qualifica di enotecnico".

 

Tra le tante iniziative, spicca il progetto della Cantina Didattica Sperimentale: per il dirigente "è il frutto di scelte felici e di un percorso virtuoso avviato nell’anno 1985, con la decisione di impiantare una vasta gamma varietale di vitigni, allora sconosciuti in Abruzzo, per sperimentare il grado di adattabilità dei vari Chardonnay, Sauvignon, Riesling, Pinot, Cabernet ecc. al quadro pedologico e climatico della nostra regione, ponendoli al confronto con i nostri vitigni autoctoni Trebbiano, Montepulciano, Pecorino. Naturalmente, il processo è stato portato fino al completamento della filiera, dotando la nostra cantina di moderne e complete attrezzature per la vinificazione, la stabilizzazione e l’imbottigliamento dei vini. Una clamorosa affermazione è stata quella dell’Istituto Tecnico Agrario di Scerni al dodicesimo concorso enologico “Bacco e Minerva” al quale hanno partecipato le scuole agrarie di tutta Italia".

 

Oltre a vigneti e cantina, la scuola-azienda può contare su un oliveto con un patrimonio di più di mille piante secolari che vengono raccolte con la collaborazione degli studenti e molite presso il nostro moderno frantoio, una serra didattica computerizzata che si sviluppa su tre campate indipendenti, sfruttata sia per la produzione di piante ornamentali che di ortaggi, un bosco didattico dell’estensione di cinque ettari, un impianto fotovoltaico con inseguitori solari e solare termico, a servizio del convitto, sette bungalow per un totale di quarantanove posti letto, più una piazzuola per i camper, la collaborazione con Civeta, il consorzio per lo smaltimento dei rifiuti, per l’utilizzo del compost, prodotto secondo protocolli certificati".