I mille ricordi di un “ragazzo fortunato”: Enrico Fidelibus

Dopo 33 anni, ha appeso le scarpre al chiodo anche il jolly della Bcc: una vita tra sportelli, uffici direzionali ed eventi. sempre con il sorriso in volto, sempre grato alla grande famiglia Bcc: “Una banca che ci mette al riparo dalle difficoltà”

Enrico Fidelibus Bcc Abruzzi E Molise
10 aprile 2021
La Mia Banca | 

Parafrasando una nota canzone, Enrico Fidelibus si sente un “ragazzo fortunato”. In trentatré anni di onorato servizio in Bcc Sangro Teatina, ha avuto tante soddisfazioni, umane e professionali. E il suo sorriso contagioso testimonia che una vita trascorsa nella grande famiglia Bcc è stata – per lui e per i tanti che lo hanno incrociato – una vera e propria benedizione. Da qualche giorno, anche lui ha “appeso le scarpe al chiodo”, e libero da impegni professionali, può dedicarsi alla sua più grande passione: viaggiare.

 

Enrico, quanti anni hai lavorato in Bcc Sangro Teatina?

Ben trentatré! Sono arrivato nell’allora Cassa Rurale dopo il diploma in ragioneria, un anno di università e soprattutto un’esperienza in uno studio di consulenza. Ho vinto il concorso e ho preso servizio nel 1988. A ripensarci, trentatré anni non sono né tanti né pochi. Ma di una cosa sono sicuro: sono stati intensi!

 

Ricordi il tuo primo giorno di lavoro in banca?

Ho preso servizio il 4 gennaio 1988 insieme a Fabrizio Di Marco e Nicoletta Falasca. Ho iniziato in archivio in sede e dopo qualche giorno sono passato allo sportello della filiale di Piazzano. Con me c’erano Rosanna Tano, Mario Berardi ed Edmondo Maiorano.

 

Quali ruoli e funzioni hai ricoperto in banca? E in quali filiali hai lavorato?

Poiché la banca doveva aprire uno sportello a Piazzano, sono entrato lì, dove sono rimasto più di sei anni: sono stati in assoluto gli anni più belli perché ho avuto la possibilità di “entrare” nelle case delle famiglie, avere una certa “intimità” con i clienti. Spesso a pranzo c’erano alcuni di questi che mi invitavano da loro… Di questi anni ricordo anche un episodio simpatico: una sera rimasi fino a tardi insieme ad un amico ingegnere che mi aiutò ad aggiornare il programma per la stampa e l’archiviazione delle lettere. Qualcuno dall’esterno notò che le luci erano ancora accese alle dieci di sera e avvertì i carabinieri, che subito arrivarono. Dovetti spiegare che ero lì perché amavo quel posto fino a fare tardi la sera. Sempre a Piazzano, avevamo inventato la Bacheca Crap (Cassa Rurale Agenzia di Piazzano): una bacheca, appunto, per informare i clienti e condividere informazioni sulla vita della banca. Fu molto apprezzata. Dopo questi primi cinque anni, sono passato negli uffici direzionali: li ho girati tutti. Nel frattempo, sono sempre stato disponibile a viaggiare per coprire le esigenze in altre filiali. Ricordo una volta che sono rimasto bloccato quattro giorni ad Agnone per la neve: il direttore di allora, Puglielli, mi disse “Comprati un pigiama e rimani lì”. Ero rimasto colpito dalla comunità molisana, e pensai che quasi quasi potevo prendere casa ad Agnone…. Per tornare ad Atessa, ho dovuto aspettare lo spazzaneve: ci sono volute tre ore per rientrare. Per non parlare delle realtà imprenditoriali che ho avuto modo di conoscere in questi anni: penso alle varie cantine di Giuliano Teatino, Canosa Sannita, Tollo e Casalbordino, o agli scamorzifici presenti in vari centri di Abruzzo e Molise, fino ai ristoranti alla riscoperta dei vecchi sapori, sempre di clienti Bcc. Negli ultimi cinque anni ho fatto il cassiere tra Atessa e la filiale di Villa Santa Maria. Proprio in quest’ultima esperienza, mi sono reso conto di quanto fossi fortunato: ho incontrato famiglie che facevano davvero tanta fatica ad arrivare a fine mese, per via della pandemia…

 

Quali sono stati i momenti più avvincenti in tutti questi anni della tua carriera?

Ricordo in particolare il Centenario della banca, nel 2003: in quella settimana ho dormito praticamente tre ore al giorno! Ho seguito tutta la parte logistica e operativa, dalla gestione dei frigoriferi in piazza fino ai taglieri. Sono sempre stato un uomo pratico, un aspetto molto apprezzato in banca: dove serve, corro. O meglio, correvo… Ricordo poi con grande piacere le gite sociali: momenti davvero molto belli per visitare nuovi posti e, soprattutto, condividere una giornata con soci e clienti.

 

Che significa far parte della “grande famiglia Bcc”?

Per me è stato un onore lavorare in Bcc: mi ha dato la possibilità di realizzare tutti i sogni nel cassetto. Per questo, oltre ad “onore” mi viene in mente la parola “gratitudine” perché in tutti questi anni non ho rinunciato a niente, a partire dalla mia passione per i viaggi: grazie alla disponibilità dei miei colleghi, sono riuscito a organizzarmi senza problemi, e a visitare tutti i continenti. Per questo, ringrazio di cuore la grande famiglia Bcc: è stato bello, veramente bello. Se devo fare un bilancio, sono stati senza dubbio più numerosi i momenti belli di quelli difficili. In definitiva: devo “baciare a terra”.

 

Chi ricordi con particolare affetto e gratitudine in questi anni?

Tutti indistintamente. Dai clienti, che poi sono quelli che ti pagano lo stipendio, a i presidenti che ho conosciuto – Nicola Simone, Pier Giorgio Di Giacomo e Vincenzo Pachioli – fino ai direttori generali da Antonio Colantonio a Fabrizio Di Marco.

 

Che cosa hai imparato umanamente e professionalmente in tutti questi anni in Bcc?

Ho approfondito tutta la mia vita lavorativa, imparando molto sulla gestione e sull’organizzazione del lavoro. E poi, cambiare sempre per non fossilizzarsi è stato un grande insegnamento: avere sempre nuovi stimoli è importante per fornire un servizio di qualità.

 

Che messaggio vuoi mandare a clienti, soci e colleghi della Bcc Sangro Teatina?

Di avere piena fiducia nella Bcc: di questi tempi è importante. Tranquillità, forza e sicurezza: siamo in un gruppo che ci mette al riparo nei momenti di difficoltà economica e sociale.