Un territorio buonissimo

Cosa gustare e cosa riportare a casa da una grande offerta enograstronomica

10 aprile 2016
La Mia Banca | 

Il miele di Tornareccio

Grazie ad un'apicoltura nomade che ha origini lontanissime, i produttori di Tornareccio, storica "capitale abruzzese del miele" insieme al comprensorio di Atessa, vanno alla ricerca delle fioriture migliori lungo tutta la penisola. Nascono così le numerose varietà di mieli - sulla, ciliegio, rosmarino, girasole, castagno, eucalipto, agrumi, acacia, lupinella... - che è possibile trovare a Tornareccio, insieme a tutti gli altri prodotti dell'alveare (pappareale, polline, propoli). Mieli che sono una vera eccellenza: italiani e senza sofisticazioni. Buoni e sani, come natura crea.

Web: www.reginadimiele.it

 

Peperone dolce di Altino

Presidio Slow Food

Piccoli peperoni a corno di colore rosso intenso, chiamati anche peperoni “a cocce capammonte” (a testa all’insù), perché il frutto è rivolto verso l’alto. Quando sono maturi, si raccolgono e si infilzano con un ago e dello spago all’altezza del peduncolo, in modo da creare una lunga collana chiamata “crollo”. Poi si lasciano essiccare all’aria per diversi giorni e, quando non c’è più traccia di umidità, si fanno tostare in forno per qualche minuto oppure si passano velocemente in olio bollente. A questo punto si sbriciolano su primi piatti, sul baccalà, sulle verdure e sulla carne di maiale. I peperoni secchi, dal caratteristico sapore dolce, possono anche essere polverizzati. Si producono nel territorio di Altino, borgo distante 20 km da Atessa, nella valle dell'Aventino.

Web: www.peperonedolcedialtino.it

 

Fico reale di Atessa

Presidio Slow Food

Il fico nella sua varietà "reale", apprezzato da almeno due secoli, è perfetto per l’essiccazione. Il periodo di raccolta e di essiccazione, a seconda del clima, oscilla tra la metà di agosto e la fine di settembre. La varietà reale può essere a polpa bianca e a polpa rossa. Questi fichi sono raccolti uno ad uno a mano, nelle prime ore del mattino e poi sono posti in essiccatoi tradizionali, fatti di piccole canne (cannizzi) legate tra loro. Una volta pronti, sono tagliati, farciti con un gheriglio di noce, richiusi e infornati per una decina di minuti e, raffreddati, sono riposti con foglie di alloro in un luogo buio ed asciutto. In cucina sono ingredienti di diverse ricette: biscotti, dolci, confetture, ma anche pani e piatti a base di carne e pesce.

Info: 339 1710276 Vincenzo Menna

 

Ventricina del Vastese

Presidio Slow Food

La ventricina è un insaccato tipico della zona a confine tra Abruzzo e Molise. Si realizza con pezzi di carne molto grandi, che vengono conditi principalmente con sale e polvere di peperone, da cui prende il colore rosso che la rende particolarmente appetitosa, e con altre spezie in base alle tradizioni del posto. L’impasto viene poi insaccato in contenitori di grosse dimensioni, poi si effettua una prima asciugatura in cucine dove è presente un camino, e successivamente avviene la stagionatura nelle cantine, che danno un particolare gusto e profumo alla ventricina. Si mangia a fette sbriciolate, e viene sempre più spesso usata per creazioni culinarie gourmet.

Web: www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/ventricina-del-vastese/

 

Bocconotto di Castel Frentano

Irresistibile pasticciotto di pasta frolla farcito, si produce prevalentemente a Castel Frentano, cittadina nei dintorni di Lanciano. La tradizione popolare vuole l'origine di questo dolce tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800, quando in Europa si ebbe la diffusione del cacao: all'inizio questo dolce allietava la tavola delle famiglie nobili e solo all'inizio del 1900 si diffuse tra la gente comune. Di forma tronconica rovesciata, data da apposite formette in rame, alluminio o acciaio, il bocconotto è interamente avvolto da pasta frolla, che in seguito alla cottura, assume un bel colore dorato, ed è ricoperto, nella parte superiore, da un abbondante strato di zucchero a velo. Al taglio, si evidenzia la farcitura interna di colore scuro, di consistenza compatta e dal profumo fragrante di cioccolato, cannella e mandorle tostate.

Web: www.comunedicastelfrentano.it

 

Caciocavallo

Il caciocavallo rimane il re dei formaggi che si producono tra Abruzzo e Molise. Quello di Agnone, in provincia di Isernia, assume un gusto particolare. Specialità a pasta filata, prende il nome dalla tecnica di asciugatura: a cavallo della pertica. Inconfondibile la sua forma: due sfere, di cui una più grande. Terminata la lavorazione, la pasta viene immersa in un bagno di salamoia per un periodo variabile dalle 12 alle 20 ore. I caciocavalli vengono legati a coppie e posti a maturare in ambiente fresco e ventilato per circa venti giorni. La stagionatura tradizionalmente viene effettuata in grotte naturali, a temperatura costante, per un tempo che varia da tre mesi ad un anno. A differenza di quelli del sud Italia, il caciocavallo abruzzese e molisano si può mangiare anche fresco, crudo o arrosto, oltre ad essere anche uno straordinario ingrediente in cucina.

Web: www.moliseturismo.it

 

Brodetto alla Vastese

È uno dei piatti più semplici e più gustosi della cucina marinara locale, fatto con ingredienti poveri e genuini. Viene cotto in un tegame di terracotta, "tijelle di coccio", con abbondante pomodoro fresco a pezzetti, olio delle colline vastesi, peperoncino, aglio e peperone. Quanto al pesce, secondo la tradizione deve essere fresco, pescato fra Ortona e Vasto e di almeno cinque-sei varietà: razze, triglie, seppioline, noce, testone. La preparazione, nonostante sia un piatto semplice, è molto accurata. Le varietà vanno messe nel tegame, una alla volta, a seconda della resistenza, in modo che cucciano insieme in venti minuti. Un piatto imperdibile per chi vuole assaggiare il pesce abruzzese.

Dove: a Vasto e nei locali della costa dei Trabocchi

 

Arrosticini

Succulenti spiedini di pecora, sono la massima espressione della tradizione agropastorale abruzzese. Secondo la ricetta tradizionale, venivano confezionati con carne di castrato la cui macellazione era eseguita direttamente dai pastori transumanti che dopo la fase di alpeggio delle greggi scendevano verso valle attraverso le colline abruzzesi ed usavano per convenienza alimentarsi con questo gustosissimo prodotto della cucina povera itinerante. Le sue origini sono fatte risalire infatti ad alcuni secoli addietro nelle zone interne della provincia di Pescara, a ridosso del Gran Sasso e di quel cosiddetto "quadrilatero dell'arrosticino" compreso tra i paesi di Carpineto della Nora, Civitella Casanova, Vestea e Villa Celiera, e in alcuni centri del Teramano adiacenti la stessa area montana. Attualmente l'arrosticino si produce praticamente ovunque sul territorio regionale con carne di pecora in tutte le sue parti migliori, preferita ormai per la agevole reperibilità e per una più agevole lavorazione del prodotto.

 

Vini e distillati

Tre sono le doc imperdibili del territorio: il rosso Montepulciano d'Abruzzo, il bianco Trebbiano d'Abruzzo e il rosato Cerasuolo d'Abruzzo. Vini "forti e gentili", che da sempre rappresentano l'anima di una regione vocata all'enologia, in particolare nelle zone del Frentano, della Val di Sangro (Atessa è nel circuito Città del Vino), della Marrucina, di Ortona e Casalbordino. Negli ultimi anni, grandissimo successo hanno ottenuto alcuni vitigni autoctoni bianchi: il Pecorino, la Passerina e la Cococciola, ottimi da degustare in abbinamento con il pesce della Costa dei Trabocchi. Tra i distillati, una menzione merita il digestivo alle erbe e radici prodotto ad Atessa: San Pasquale e Vallaspra. Completano il panorama altre specialità prodotte nel territorio, in particolare a Villa Sata Maria: la Genziana (dall'omonima radice), Ratafià (a base di Montepulciano e amarene) e il Punch abruzzese, ottimo amaro per fine pasto.

Web: www.consorzio-viniabruzzo.it.